Ginocchio · Crociato anteriore · Trattamenti
Riparazione del legamento crociato anteriore
La riparazione mira a conservare il legamento originario, reinserendolo nella sua sede di attacco quando le caratteristiche della lesione lo consentono.
In sintesi
- La riparazione reinserisce il legamento originale invece di sostituirlo. È possibile solo in alcune rotture recenti vicine al femore, con tessuto di buona qualità.
- Rispetto alla ricostruzione, la funzione a breve termine è simile ma il rischio di nuova rottura è moderatamente più alto.[1]
- Il rischio di rirottura è maggiore nei più giovani, soprattutto quando fisicamente attivi.[2]
Informazioni generali: l’indicazione terapeutica richiede una valutazione individuale.
Quando può essere valutata
La considero in specifiche lesioni prossimali recenti, con tessuto adeguato. Sede della rottura, qualità del legamento, età e richieste sportive incidono sulla scelta. L’idoneità viene definita con la valutazione clinica e confermata durante l’intervento.
Cosa dicono i nostri studi
Gli studi confrontano pazienti e tecniche differenti: servono a discutere la scelta, non a prevedere il risultato individuale.
Funzione e nuova rottura sono esiti diversi
In una coorte di 100 pazienti trattati precocemente, riparazione e ricostruzione con tenodesi laterale hanno dato buoni risultati funzionali. La differenza nelle nuove lesioni non era statisticamente significativa; lo studio non dimostra che le procedure siano equivalenti.[3]
Un vantaggio iniziale nella forza dei flessori
Nel confronto su 150 pazienti, chi aveva ricevuto la riparazione conservava più forza dei flessori a sei mesi. Le nuove rotture erano però più frequenti dopo riparazione e riguardavano soprattutto i più giovani.[4]
Negli sportivi giovani serve particolare attenzione
Uno studio su 50 calciatori amatoriali ha documentato il ritorno allo sport in molti pazienti, ma anche fallimenti, più frequenti nei più giovani. La conservazione del tessuto non elimina il rischio di nuova lesione.[2]
Associare una tenodesi: una possibilità da selezionare
In 39 pazienti, l’aggiunta della tenodesi laterale ha migliorato alcuni risultati funzionali riferiti. La differenza nelle nuove rotture non era statisticamente significativa: il campione è piccolo e il dato va interpretato con prudenza.[5]
Nel complesso, le revisioni degli studi comparativi riportano funzione a breve termine simile, con un rischio di rirottura maggiore dopo riparazione. La selezione della lesione e del paziente rimane centrale.[1]
Procedure associate e limiti
In alcuni casi può essere valutata una procedura anterolaterale aggiuntiva. La riparazione presenta un rischio di nuova rottura che va discusso insieme alle alternative, compresa la ricostruzione.
La mia esperienza
Al Sant’Andrea di Roma ho fatto parte del gruppo di studio che ha eseguito e studiato la riparazione del legamento crociato anteriore, tra i primi in Europa a sviluppare questo percorso con tecniche moderne. Ho contribuito alla ricerca sulla riparazione e sul ruolo delle procedure anterolaterali associate. Questa esperienza sostiene una selezione attenta dei pazienti, considerando sede della lesione, qualità del tessuto e richieste funzionali.
Nel 2026 abbiamo pubblicato i risultati a minimo 2 anni della riparazione primaria nelle rotture prossimali acute, con un alto ritorno allo sport e un tasso di fallimento del 10%.[6]
Recupero
Conservare il legamento non elimina la necessità di una riabilitazione progressiva e di criteri funzionali per il ritorno allo sport.
Quando è indicata, la riparazione conserva il tessuto nativo e non richiede il prelievo di un tendine per creare l’innesto. Questo può contenere il dolore e il disagio iniziali legati alla sede di prelievo: alcuni studi hanno osservato meno dolore postoperatorio, un recupero più favorevole della forza dei flessori e una progressione iniziale percepita come più agevole.[7][4][9]
La propriocezione è la capacità di percepire la posizione e il movimento del ginocchio. Uno studio su pazienti selezionati con lesioni prossimali ha riscontrato misure migliori dopo riparazione rispetto alla ricostruzione; il dato non dimostra una superiorità generale per tutte le lesioni.[8]
Un trial sulla procedura BEAR ha osservato vantaggi nel recupero precoce di sintomi e forza. BEAR utilizza però un supporto biologico dedicato ed è distinta dalla riparazione primaria con reinserzione del legamento: i risultati non sono trasferibili automaticamente tra tecniche.[10]
Aspettative e scelta dell'intervento
La riparazione non è adatta a tutte le rotture. La possibilità di conservare il legamento va confrontata con il rischio di fallimento e con i risultati della ricostruzione, soprattutto nei giovani e negli sport con cambi di direzione. Lo studio sulla riparazione associata a tenodesi laterale suggerisce benefici in alcuni risultati funzionali, ma non dimostra una riduzione statisticamente significativa delle nuove rotture.[5]
Domande frequenti
La riparazione è possibile per tutte le rotture?
No. È una possibilità per alcune lesioni prossimali recenti con tessuto adeguato; il tipo di rottura e le richieste funzionali devono essere valutati attentamente.
Il recupero è automaticamente più veloce?
No. Conservare il legamento non elimina i tempi di guarigione né la necessità di recuperare forza e controllo. Non sempre si può promettere un ritorno anticipato allo sport.
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Approfondimenti
Fonti
- Carrozzo, A., Bérard, É., Nasso, V., Monaco, E., Rioual, J., Pailhé, R., & Cavaignac, E. (2025). Suture-augmented anterior cruciate ligament repair leads to comparable short-term function but a modestly higher re-rupture risk than anterior cruciate ligament reconstruction: A systematic review and meta-analysis. Journal of Experimental Orthopaedics. https://doi.org/10.1002/jeo2.70404Lavoro dell'autore
- Annibaldi, A., Monaco, E., Carrozzo, A., Caiolo, V., Criseo, N., Cantagalli, M. R., Ferretti, A., & Maffulli, N. (2024). Return to soccer after acute anterior cruciate ligament primary repair: A 2-year minimum follow-up study of 50 amateur players. The American Journal of Sports Medicine, 52, 2237–2243. https://doi.org/10.1177/03635465241256099Lavoro dell'autore
- Ferretti, A., Carrozzo, A., Saithna, A., Argento, G., Annibaldi, A., Latini, F., Schirò, A., Marzilli, F., & Monaco, E. (2023). Comparison of primary repair of the anterior cruciate ligament and anterolateral structures to reconstruction and lateral extra-articular tenodesis at 2-year follow-up. The American Journal of Sports Medicine, 51, 2300–2312. https://doi.org/10.1177/03635465231178301Lavoro dell'autore
- Ferreira, A., Saithna, A., Carrozzo, A., Guy, S., Vieira, T. D., Barth, J., & Sonnery-Cottet, B. (2022). The minimal clinically important difference, patient acceptable symptom state, and clinical outcomes of anterior cruciate ligament repair versus reconstruction: A matched-pair analysis from the SANTI Study Group. The American Journal of Sports Medicine, 50, 3522–3532. https://doi.org/10.1177/03635465221126171Lavoro dell'autore
- Carrozzo, A., Nasso, V., Annibaldi, A., Ciccarelli, G., Orlandi, P., Cardarelli, S., & Monaco, E. (2026). Lateral extra-articular tenodesis protects high-risk patients from the risk of re-rupture and improves patient-reported outcomes after primary anterior cruciate ligament repair: A retrospective cohort study with ≥2-year follow up. The Knee, 58, Article 104288. https://doi.org/10.1016/j.knee.2025.11.014Lavoro dell'autore
- Carrozzo, A., Annibaldi, A., Pucciatti, R., Nasso, V., Ciccarelli, G., Cardarelli, S., Orlandi, P., Ferretti, A., & Monaco, E. (2026). Primary anterior cruciate ligament repair for acute proximal tears shows high return to sport and a 10% failure rate at a minimum 2-year follow-up. Arthroscopy. Lavoro dell'autore DOI: 10.1002/arj.70218
- Connolly, P. T., Zittel, K. W., Panish, B. J., Rigor, P. D., & Argintar, E. H. (2021). A comparison of postoperative pain between anterior cruciate ligament reconstruction and repair. European journal of orthopaedic surgery & traumatology : orthopedie traumatologie, 31(7), 1403-1409. https://doi.org/10.1007/s00590-020-02859-0
- Ciceklidag, M., Kaya, I., Ayanoglu, T., Ayas, I. H., Ozer, M., Ataoglu, M. B., & Kanatli, U. (2024). Proprioception After Primary Repair of the Anterior Cruciate Ligament. The American journal of sports medicine, 52(5), 1199-1208. https://doi.org/10.1177/03635465241228839
- Vermeijden, H. D., Monaco, E., Marzilli, F., Yang, X. A., van der List, J. P., Ferretti, A., & DiFelice, G. S. (2022). Primary Repair versus Reconstruction in Patients with Bilateral Anterior Cruciate Ligament Injuries: What Do Patients Prefer?. Advances in orthopedics, 2022, 3558311. https://doi.org/10.1155/2022/3558311
- Barnett, S. C., Murray, M. M., Badger, G. J., BEAR Trial Team, Yen, Y. M., Kramer, D. E., Sanborn, R., Kiapour, A., Proffen, B., Sant, N., Fleming, B. C., & Micheli, L. J. (2021). Earlier Resolution of Symptoms and Return of Function After Bridge-Enhanced Anterior Cruciate Ligament Repair As Compared With Anterior Cruciate Ligament Reconstruction. Orthopaedic journal of sports medicine, 9(11), 23259671211052530. https://doi.org/10.1177/23259671211052530
Carrozzo, A. Riparazione del LCA. Carrozzo Ortopedia. https://www.carrozzoortopedia.it/pazienti/interventi-chirurgici/riparazione-lca/